Edizione 2016
Le interviste: Pivk ha vinto la scommessa con Tavernaro
domenica 17 luglio 2016

Laura Orgué Vila, vincitrice della gara femminile
Laura Orgué Vila, vincitrice della gara femminile

Ecco le interviste raccolte a caldo con i protagonisti della 19ª Dolomites SkyRace. Felici per le proprie prestazioni per motivi diversi: Tadei Pivk per aver vinto la scommessa con l'amico Michele Tavernaro, Laura Orgué Vila per le risposte che ha avuto dopo il lungo infortunio. Ecco i pensieri di chi si è giocato la vittoria.

Tadei Pivk (primo classificato): «Ho vinto una scommessa con l’amico Michele Tavernaro, che mi ha sempre sfidato perché lui la Dolomites l’aveva vinta due volte. Adesso l’ho raggiunto. Sono felice di questo risultato e in particolar modo per il tempo che ho fatto registrare al Piz Boè, il mio personale in salita. Tempo ottenuto grazie al gran ritmo degli avversari: per me era importante non perdere troppo terreno, perché sapevo che in discesa avrei potuto giocare le mie carte. Infatti ho forzato subito nel primo tratto, staccando di un minuto gli avversari. Poi ho cercato di amministrare il vantaggio, anche perché ho un piccolo problema al terminale anteriore della gamba sinistra, ed era importante non esagerare anche per non compromettere il resto della stagione».

Laura Orgué Vila (prima classificata): «Una doppietta in Val di Fassa non la speravo davvero alla vigilia, anche perché sto recuperando dal lungo infortunio al perone. Ero felice per il successo nel Vertical di venerdì, ma ancora di più per l’affermazione nella gara lunga. Rispetto agli anni scorsi non ho forzato molto nel primo tratto, ma le avversarie non mollavano ed ho subito pensato che oggi non sarebbe stato facile. Poi sui cambi di direzione verso Forcella Pordoi ho cercato di forzare ed ho creato un buco fra me e le avversarie. Un’opportunità che ho sfruttato aumentando ulteriormente il ritmo fino al Piz Boé, perché avevo paura di essere ripresa in discesa, come è già accaduto in passato. Invece sono riuscita a gestire mentalmente il timore di scavigliarmi e sono giunta con un buon ritmo sul traguardo».

Stian Overgaard Aarvik (secondo classificato): «Ho centrato un risultato straordinario. Non ero mai stato a questa gara e ne sono rimasto incantato per il percorso in un paesaggio straordinario. In salita abbiamo fatto un gran ritmo con Anthamatten, poi al Piz Boè ho sentito l’altitudine, visto che io vivo sul livello del mare, ed ho rallentato il ritmo, ma poi mi sono ripreso. Non pensavo di andare sul podio e per questo sono felice. Tornerò ancora a Canazei».

Martin Anthamatten (terzo classificato): «Sono molto felice per questo risultato. Mi sentivo bene in partenza e nel primo tratto in salita mi sono subito reso conto che le gambe giravano bene, seppure non ho forzato. Poi quando è iniziata la verticalità verso Forcella Pordoi ho provato ad alzare il ritmo e mi sono trovato in testa, transitando per primo al Piz Boè. Non mi aspettavo di andare così bene. Poi Pivk è passato come un fulmine in discesa, e con Overgaard abbiamo cercato di controllarci per giocarci il podio nel finale. Lui aveva maggiore freschezza, ma va bene così».

Elisa Desco (seconda classificata): «Si parte sempre per vincere, ma sapevo di avere un’avversaria agguerrita in Laura Orgué, anche se non avevo riscontri, visto che è appena uscita da un infortunio al perone, e pure io sto cercando la forma migliore dopo un problema al malleolo. Essendo la catalana una specialista del vertical ho cercato di non farmi staccare troppo fino al Piz Boè, per giocare le mie carte in discesa. Sono però arrivata stanca in cima e in discesa non ho avuto la lucidità per gestire la paura di farmi male nuovamente. In discesa ho faticato tanto. Dedico la medaglia a mia figlia Lidia, che nella mini di sabato era delusa per il quarto posto ed anche a mio marito Marco, al quale auguro di recuperare presto dall’infortunio al piede».

Celia Chiron (terza classificata): «Un podio inaspettato. È stata una gara molto tecnica e il fatto di poter competere con le più grandi skyrunner è per me un motivo di orgoglio. Speravo di entrare nelle prime dieci, ma non sicuramente di centrare il podio. Un tracciato fantastico con passaggi meravigliosi, e un’organizzazione molto curata in ogni dettaglio, dalla consegna bastoncini ai ristori e assistenza. Davvero bravi».

Stefano Gardener (6° e miglior regionale): «Ho preso il via per caso, dopo che un amico mi ha ceduto il pettorale, perché infortunato e non pensavo di andare così forte. In salita ho tenuto un buon ritmo ed ho tenuto duro in discesa. Per me è un risultato straordinario e inatteso, anche perché sono reduce da tre settimane di carico in vista della stagione invernale dello sci di fondo con la Forestale, Corpo che ringrazio di cuore. L’allenatore mi ha dato l’ok a partecipare e come d’incanto è uscito un grande piazzamento».

Davide Magnini (9° classificato): «La Dolomites è una gara top e finalmente la carta d’identità mi ha concesso di essere al via. Ho cercato di dare il massimo in salita, il mio terreno preferito, passando quinto al Piz Boè, dove c’era freddo e non mi sono coperto abbastanza nel tratto in cresta. In discesa ho sofferto dolori allo stomaco e non è stato facile giungere sul traguardo. Sono felice per aver chiuso questa gara con un buon tempo. Futuro con le skyrace? È troppo presto per pensare di partecipare all’intero circuito e le gare sono lunghe. Parteciperò a qualche gara, quelle che mi piacciono di più».

Mauro Rasom (miglior atleta fassano): «Oggi è andata molto bene, ho cercato di gestire le energie fino a Passo Pordoi, quindi di aumentare progressivamente fino a Capanna Fassa, spingendo più che potevo in discesa su un tracciato che conosco alla perfezione. Il mio obiettivo era quello di stare sotto le due ore e mezza e ci sono riuscito».

LE CLASSIFICHE

© www.sportrentino.it - tools for sports sites - page created 0,031 sec.